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sabato 26 Novembre 2022

Npl, il sistema Italia può assorbire nuovi flussi di deteriorato. Utp, tsunami in arrivo per le imprese

Milano – “Lo scenario economico che ci troviamo ad affrontare ha subito profondi mutamenti a causa del nuovo shock dovuto alla crisi russo-ucraina, i cui effetti cominceranno a farsi sentire nei prossimi mesi. I dati del Market Watch lo confermano, stimando una dinamica di nuovi flussi di deteriorato che, seppur più lieve quest’anno, arriverà a 82 miliardi di euro nel triennio 2022-2024, con un incremento di 10 miliardi rispetto alle precedenti previsioni di febbraio. Aiuteranno, però, ad attenuare l’impatto, il risparmio delle famiglie, la liquidità delle imprese e la solidità e redditività delle banche. Queste ultime hanno infatti realizzato un importante lavoro di de-risking sui propri bilanci e lavorano per un ulteriore miglioramento degli Npe ratios. Questo è possibile grazie all’industria italiana di investimento e servicing degli NPL che si è dimostrata infatti particolarmente vitale anche nel confronto con quella europea, svolgendo un ruolo cruciale per la stabilità del sistema”. È quanto ha affermato l’amministratore delegato di Banca Ifis, Frederik Geertman, in occasione dell’ultimo “Future Proof”, l’11esima edizione dell’Npl Meeting organizzato dall’istituto. In sintesi, il comparto italiano degli Npl ha visto crescere l’importanza del suo ruolo, consentendo alle banche di realizzare un importante de-risking sui propri bilanci, con una stima di 357 miliardi di euro di portafogli Npe ceduti tra il 2015 e il 2022.

A conferma della vitalità dell’industria degli Npl anche una crescita continua dei ricavi dal 2013 al 2021 (+90% sull’intero periodo), che proseguirà con un +9% nel 2022 e +4% nel 2023, con volumi elevati di vendita previsti (47 miliardi di euro di Npe nel 2023 e 33 miliardi nel 2024). Nei primi 9 mesi del 2022 sono stati transati 22 miliardi di euro di portafogli Npl e Utp (dato aggiornato al 15 settembre) mentre per l’intero 2022 sono attese transazioni Npl per 35 miliardi di euro, con il mercato secondario, ormai componente di rilievo, che rappresenta il 30%. “Oggi, più che mai – ha dichiarato Ernesto Fürstenberg Fassio, vice presidente di Banca Ifis – il nostro Npl Meeting rappresenta non soltanto un’imprescindibile occasione di confronto tra i principali operatori del mercato, alla luce delle nuove sfide che deve affrontare l’economia italiana e globale, ma anche una preziosa risorsa per policymaker e stakeholder per comprendere il valore dell’industry degli Npl. Un’industry che negli anni, come dimostra il nostro Market Watch, ha svolto un ruolo determinante per la stabilità del sistema finanziario e si è confermata una risorsa per il Paese. Ma la gestione del credito deteriorato non è solo una questione di efficienza del business: lo sforzo collettivo deve andare nella direzione della sostenibilità, coniugando l’approccio industriale con quello improntato all’etica, che favorisca la re-inclusione finanziaria di famiglie e imprese. Siamo convinti che questa sia la vera chiave del successo per il nostro settore. Solo così potremo vincere le difficili sfide che ci attendono ed essere, davvero, Future Proof”.

Due anni fa in questa sede, sulla scia del Covid, è stata annunciata una ‘new wave’ di crediti deteriorati. Lo scorso anno l’attenzione si è concentrata sulle misure del Governo che hanno limitato l’impatto delle degli Npl sui bilanci delle banche italiane. Quest’anno ci troviamo, nuovamente, in uno stato di incertezza: si attende un aumento di crediti deteriorati ma si guarda senza troppa preoccupazione al futuro. “La prima considerazione – dice Geertman – è che il Covid è stato molto meno impattante di quello che pensavamo. Su questo fronte abbiamo sostanzialmente buone notizie. Credo sia la conseguenza degli interventi pubblici, della politica monetaria e anche di tutto quello che hanno fatto le banche in termini di messa a disposizione di liquidità. Nel 2022 la produzione di Npl è stata più bassa di quello che pensavamo un anno fa. Il secondo elemento che dobbiamo considerare è che in questo momento abbiamo uno scenario macro che pone delle sfide: aumento dell’inflazione, dei tassi, e, di conseguenza, crescita del PIL molto più modesta quest’anno e trascurabile il prossimo anno. Abbiamo nel ’22 una situazione migliore e nel ’23 e nel ’24 una situazione peggiore rispetto a quella che avevamo immaginato con l’arrivo del ‘New Wave’. Il tutto insiste, tuttavia, su un tessuto abbastanza robusto: le banche sono ben capitalizzate, hanno Npe ratio molto bassi, esiste un’industria capace di assorbire la produzione di questi nuovi Npl. Abbiamo, quindi, una situazione complessiva del sistema Italia che credo possa assorbire senza grandi problemi questo deterioramento”.

A proposito degli Npe ratio su livelli bassi nonostante il rallentamento dell’economia, “le banche hanno pubblicamente dichiarato di volerli tenere bassi e anche ulteriormente abbassare. Ci sono state delle banche anche molto grandi e prestigiose che si sono date l’obiettivo di voler quasi azzerare questo fenomeno nel proprio bilancio. Banche che paiono molto determinate a tenere basso il valore, il che si traduce in una gestione proattiva in casa per evitare che si creino Npl ma anche nella capacità di venderli. Pur nell’attuale scenario che ha visto l’aggravarsi della situazione macro, in piena crisi russo-ucraina, hanno riconfermato questi obiettivi. Noi ci aspettiamo, dunque, che da lì venga fuori un mercato molto vivace per gli Npl”. Per quanto riguarda infine le operazioni di Banca Ifis, è stato “un anno dinamico in cui abbiamo già comprato 1,4 miliardi – afferma Geertman -. Un anno in cui Banca Ifis ha svolto il suo primo anno di Piano che si avvia all’ultimo trimestre. Pur nell’attuale contesto, più complicato delle aspettative, abbiamo potuto riconfermare i nostri obiettivi di utile: pensiamo di raggiungere almeno i 120 milioni di euro quest’anno. Per noi è stato un anno impegnativo ma che ha visto anche delle grandi soddisfazioni: abbiamo avuto l’Investment grade da parte di Moody’s, abbiamo avuto un incremento del nostro CET 1 ratio, della nostra capitalizzazione, che ci è stato riconosciuto per circa 400 punti base. Abbiamo avuto dei risultati, ci piace definirci resilienti. Banca Ifis è una banca diversificata, ha varie attività: non solo Npl ma anche attività di banca commerciale, di leasing, di factoring, quest’ultimo un business molto redditizio e positivamente correlato all’inflazione. Si conferma il valore di un modello di business basato sui piccoli ticket e sulla diversificazione dal momento che noi stiamo attraversando questo mercato con relativa serenità. Ciò non vuol dire che siamo ‘immuni’ ma significa che possiamo confermare ciò che abbiamo promesso”.

All’Npl Meeting di Banca Ifis a Cernobbio c’era anche il fondatore e ceo di illimity, Corrado Passera: “Dopo aver dovuto affrontare tre crisi consecutive, il tessuto industriale sopravvissuto alla selezione darwiniana è ora robusto – ha dichiarato a margine dell’incontro -. A seguito della crisi innescata dalla guerra in Ucraina mi attendo un’ondata di Utp. La grande sfida per gli operatori è proprio quella di fornire credito a queste imprese e di aiutarle a tornare in bonis uscendo da situazioni contingenti. Il mondo degli Utp riguarda quelle aziende che hanno un problema magari solo contingente ma sono in difficoltà. È dunque necessario – ha sottolineato Passera – aiutarle a uscire da questa situazione, capire con loro se il problema è contingente, manageriale strategico. Significa anche fare nuova finanza perché lavorare con gli Utp significa fare credito a imprese vive. Non è come nel mondo degli Npl in cui c’è sostanzialmente un problema di recupero. Qui si tratta di aiutare aziende che vogliono ritornare performing e hanno la capacità e l’ambizione di poterlo fare. È chiaro che per fare un lavoro di questo genere bisogna giocare su tutta la tastiera degli strumenti: bisogna usare il credito, l’equity, il servicing, bisogna avere la capacità di investire in queste aziende. Questo è il lavoro fondamentale in cui noi ci siamo specializzati come illimity soprattutto nel mondo del corporate Utp. Quello che aggiungiamo in questi processi di ristrutturazione aziendale è il portare la competenza di settore: esperti di quel settore che partecipano con l’azienda e con noi a a valutare l’azienda, a capire i piani aziendali e poi a seguirli nel loro sviluppo”.

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