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domenica 22 Maggio 2022

Banca centrale russa taglia tassi di 300 punti base al 14%, Pil in contrazione

Mosca – La Banca centrale russa ha deciso di ridurre il tasso di riferimento di 300 punti base al 14%. “Il contesto esterno per l’economia russa resta difficile e limita notevolmente l’attività economica”, viene sottolineato in una nota, ma “con i rischi di prezzo e stabilità finanziaria non più in aumento, le condizioni hanno consentito la riduzione del tasso chiave”. Mosca aveva drasticamente alzato il costo del denaro il 28 febbraio, portandolo da 9,5% a 20%. Il tasso era stato poi confermato il 18 marzo e ridotto al 17% l’8 aprile.

Andando avanti, la Banca di Russia afferma che terrà conto delle dinamiche inflazionistiche effettive e attese relative all’obiettivo e ai processi di trasformazione economica, nonché dei rischi posti dalle condizioni interne ed esterne e dalla reazione dei mercati finanziari. “Se la situazione si evolverà in linea con le previsioni di base, la Banca di Russia vede spazio per una riduzione dei tassi chiave nel 2022”, viene sottolineato.

Secondo le previsioni della Bank of Russia, data la posizione di politica monetaria, l’inflazione annua raggiungerà il 18-23% nel 2022, scenderà al 5–7% nel 2023 e tornerà al 4% nel 2024. “La dinamica del tasso di cambio del rublo rimarrà un fattore significativo che modella il percorso dell’inflazione e delle aspettative di inflazione”, afferma la banca centrale, evidenziando che “i movimenti dell’economia e dell’inflazione dipenderanno anche dalle future decisioni di politica fiscale”. Per quanto rigiuatrda il Pil russo, dovrebbe contrarsi tra l’8% e il 10% nel 2022, per poi riprendersi gradualmente dal 2023 attraverso “aggiustamenti strutturali”. La Banca centrale russa prevede per il 2023 ancora una contrazione del 3% e poi una crescita tra il 2,5% e il 3,5% nel 2024.

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