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lunedì 8 Agosto 2022

Autogrill-Dufry, oggi la firma e la stretta di mano

Milano – Un po’ meno padroni è un po’ più azionisti, ma anche più internazionali e meno italiani. La Edizione dei Benetton è a poche ore dal finalizzare un matrimonio tra la sua Autogrill (controllata al 50,1%) e il colosso elvetico dei duty free Dufry. Si è lavorato nel weekend tra Milano dove ha sede il gruppo guidato da Gianmario Tondato e Ponzano Veneto, sede del quartier generale della holding presieduta da Alessandro Benetton. Anche le banche, Ubs in primis, e a seguire Credit Suisse, Citigroup e Mediobanca, stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli della governance e delle questioni societarie per firmare il contratto che darà vita a un colosso da 11 miliardi di fatturato, capace di creare importanti sinergie sia sui costi che sui ricavi.

L’offerta avrà una componente in azioni, rivenienti da un apposito e contestuale aumento di capitale, e una in contanti per assecondare anche le esigenze di quei soci Autogrill che lo scorso anno hanno partecipato all’aumento di capitale da 600 milioni per il rilancio del gruppo, colpito dalla pandemia. Ci sono alcuni cavilli legali da sistemare perché di fatto un’azienda elvetica sta per incorporarne una europea, ed entrambe controllano importanti attività negli Stati Uniti: la catena di ristoranti Hms Host Autogril e i negozi di bevande, snack e articoli da regalo Hudson, del gruppo elvetico. Inoltre Dufry resterà una public company, anche se per la prima volta nella sua storia avrà un socio stabile di peso. Non sono infatti in discussione i vertici di Dufry, che è presieduta da Eugenio Andrades e guidata da Xavier Rossinyol, ma anche alcuni rappresentati di Ponzano entreranno in consiglio, tra cui l’ad di Autogrill Tondato dovrebbe andare a presiedere, con deleghe esecutive, le attività in Usa.

I Benetton – a differenza dei private equity come Advent (socio all’11% di Dufry) sono lì per restare, con una quota di circa il 20% che dovrebbe diluire in proporzione tutti gli altri azionisti, compreso il colosso cinese Alibaba (padrone del 6% del gruppo elvetico con cui fa affari in Cina). Non è la prima volta che i Benetton fanno accordi con Dufry, nel 2014 gli avevano venduto per 1,3 miliardi le attività di World Duty Free. Ma ora la famiglia veneta, che insieme a Blackstone e Crt si appresta a lanciare un’Opa su Atlantia, è pronta a investire sul colosso elvetico e ad accompagnare Dufry verso nuovi investimenti di respiro globale.

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