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domenica 3 Luglio 2022

Atlantia, scontro Perez-Benetton: Piazza Affari fiuta la guerra delle offerte

Milano – Atlantia si trova al centro di una possibile guerra di offerte tra Florentino Perez, attraverso i fondi Global Infrastructure Partners e Brookfield Infrastructure, e la famiglia Benetton, che starebbe lavorando con il gigante statunitense del private equity Blackstone. L’esito della partita che riguarda la holding quotata su Euronext Milan – focalizzata sulle infrastrutture e sui servizi per la mobilità – è però tutt’altro che scontato, con le parti in gioco che non hanno avanzato proposte vincolati ed è probabile siano in contatto per evitare azioni ostili. A rendere poco probabile un’OPA ostile sono i rapporti esistenti tra l’imprenditore spagnolo e la famiglia di Treviso (con gli investimenti congiunti in Abertis), oltre al fatto che Edizione (holding della famiglia di Ponzano Veneto) ha il 33% circa nel titolo quotato a Piazza Affari.

Di ufficiale c’è che il gruppo infrastrutturale spagnolo ACS di Perez ha fatto una “proposta preliminare non vincolante” a Edizione il 30 marzo in merito a una “possibile offerta per Atlantia”. ACS e il consorzio Global Infrastructure Partners e Brookfield Infrastructure hanno un accordo di esclusiva in base al quale, in maniera subordinata al perfezionamento di un’eventuale offerta da parte del consorzio, ACS potrebbe acquisire la maggioranza delle concessioni autostradali di Atlantia. Fonti vicine alla famiglia Benetton hanno però riferito che gli azionisti di riferimento di Atlantia sono contrari ad operazioni che portino a uno spezzatino della holding infrastrutturale.
Il dialogo tra Blackstone e Benetton

Nel frattempo, Blackstone starebbe discutendo di unire le forze con la famiglia Benetton per delistare Atlantia, secondo quanto riferito da Bloomberg. Se andasse in porto, sarebbe il deal più grande dell’anno finora e uno dei più grandi di sempre a livello di infrastrutture. La holding capitalizza oltre 15 miliardi di euro a Piazza Affari, ha un debito finanziario netto pari a 30 miliardi di euro (al 31 dicembre 2021) e ha in cassa oltre 5 miliardi di euro derivanti dalla cessione della quota in ASPI (erano 8,2 miliardi in totale, con Atlantia che si è già impegnata a spendere 2 miliardi per il buyback e 0,95 miliardi nell’acquisizione di Yunex Traffic).

Gli analisti sono concordi nell’esprimere cautela sulle chance di un’OPA ostile. Per Equita, “si crea un interesse speculativo sul titolo, anche se vista la posizione di Edizione e degli altri soci storici si dovrebbe arrivare ad un accordo con questi azionisti in caso di offerta sul titolo”. Inoltre, viene fatto notare che un’OPA ostile è complicata anche perché Edizione controlla il 33,1% di Atlantia e nel capitale sono presenti altri soci storici, cioè Gic (8,2%) e Fondazione CRT (4,5%) che porterebbero la quota complessiva al 46% (oltre ad HSBC con il 5%).

La valutazione di 20,5 euro per azione della banca include un premio per il significativo buyback che si attende sarà effettuato anche con una probabile partial tender offer sul mercato. Per Banca Akros un’operazione con ACS può portare a ulteriori sinergie per il business della società in America Latina (detenuto direttamente da Atlantia e tramite Abertis). Tuttavia, “data la partecipazione della holding in Atlantia e il buyback in corso, un’offerta ostile potrebbe essere difficile”. Il broker ha un target price a 18,50 euro.

Secondo Bestinver “in caso di guerra per il controllo di Atlantia, la famiglia Benetton avrebbe un netto vantaggio, in quanto detiene già il 33,1% del capitale, ma il suo eventuale successo lascerebbe aperto il problema di Abertis, di cui ACS è socio al 50%”. Al contempo “una possibile guerra per il controllo di Atlantia gioverebbe indubbiamente agli azionisti di minoranza, ma rischierebbe di diventare troppo onerosa per i contendenti. Non escludiamo, quindi, la possibilità che Benetton e Perez si accordino, ritirando congiuntamente Atlantia dal mercato e procedendo poi allo scioglimento del gruppo”.

A metà seduta rimane ottima la performance di Atlantia a Piazza Affari, dove si attesta a 20,35 euro per azione, con un aumento del 7,13%. Le azioni hanno anche toccato un massimo di 21,26 euro. Il titolo è quello con il controvalore di gran lunga maggiore nella giornata odierna, con oltre 134 milioni di euro alle 13.45. A livello operativo si prevede un proseguimento della seduta all’insegna del toro con resistenza vista a quota 20,97 e successiva a 21,91. Supporto a 20,03.

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