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domenica 3 Luglio 2022

Atlantia: ricavi 2021 salgono a 6,4 miliardi, dividendo 0,74 euro

Milano – L’esercizio 2021 di Atlantia si chiude con un Ebitda pari a 4 miliardi di euro, in crescita di 1 miliardo di euro (+31%) rispetto al 2020, beneficiando soprattutto dell’andamento del traffico autostradale (+21%). I ricavi registrano una crescita del 22% rispetto all’anno precedente attestandosi a 6,4 miliardi di euro mentre l’utile dell’esercizio è pari 382 milioni di euro, rispetto alla perdita del 2020 di 1.641 milioni di euro. L’utile di pertinenza del Gruppo è pari a 626 milioni di euro (rispetto alla perdita di 1.177 milioni di euro del 2020).

Il debito finanziario netto al 31 dicembre 2021 pari a 30 miliardi di euro, è in riduzione di 3,8 miliardi di euro rispetto a fine 2020 (-11%). Proposta all’assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo pari a euro 0,74 per azione in pagamento il 25 maggio 2022. Per l’esercizio 2022 Atlantia prevede ricavi consolidati pari a circa 6,6 miliardi di euro ed un Enbitda di circa 4,1 miliardi di euro con un miglioramento atteso rispetto ai risultati 2021.

Il Gruppo conferma e rinnova il suo impegno al successo sostenibile, integrando la sostenibilità nel business. Con riferimento alle previsioni finanziarie nel periodo 2022-2024, Atlantia stima un miglioramento rispetto ai risultati 2021 sulla base della stima di un traffico in crescita, con recupero rispetto alla situazione precedente alla pandemia Covid-19. In particolare, prevede un traffico autostradale in crescita del 5% medio annuo rispetto al 2021 e un traffico aeroportuale in forte recupero con un ritorno ai livelli del 2019 nel 2025.

Sulla base di tali previsioni e in ipotesi di perimetro costante, il Gruppo prevede di investire 5,1 miliardi di euro nel periodo 2022-2024 supportati da ricavi ed Ebitda in crescita rispettivamente a 7,7 miliardi di euro e 5,1 miliardi di euro al 2024. Con riferimento agli obiettivi di sostenibilità, si confermano i target 2023 di riduzione del 20% delle emissioni dirette di C02 rispetto al 2019 – in linea con l’obiettivo di zero emissioni dirette nette entro il 2040 previsto dal Piano di Transizione Climatica (CAP) – e di incremento della presenza femminile nelle posizioni di middle e senior management e negli organi di governo e controllo delle aziende in cui investiamo.

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