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giovedì, Gennaio 27, 2022

Antitrust, multa totale di 10,9 mln per Unieuro, Mediaworld, Leroy Merlin

Feste un po’ meno serene per Unieuro, Mediaworld, Leroy Merlin e Monclick.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha difatti concluso tre procedimenti avviati nei confronti di Unieuro e della controllata Monclick, di Leroy Merlin Italia e di Mediamarket S.p.A. (Mediaworld) sanzionandole in totale per 10,9 milioni di euro (Unieuro per 4 milioni, Mediamarket per 3,6 milioni, Leroy Merlin per 3 milioni e Monclick per 300mila euro). La motivazione risiederebbe in presunte pratiche commerciali scorrette nelle attività di e-commerce.

“Le istruttorie hanno consentito di accertare che le quattro società – si legge nella nota di Agcm – nell’ambito dell’attività di e-commerce di prodotti di elettronica di consumo, elettrodomestici, ferramenta, bricolage, giardinaggio e altri prodotti per la casa, svolta tramite i propri siti web aziendali, hanno posto in essere, soprattutto nel periodo di emergenza sanitaria per il Covid 19, alcune condotte scorrette, differenziate per ciascuna impresa ma tutte riconducibili a due pratiche commerciali scorrette. La prima riguarda le criticità relative al momento dell’offerta di prodotti sul sito Internet, l’altra alle disfunzioni registrate successivamente all’acquisto online”.

In particolare, vengono contestate la diffusione di informazioni inesatte e ingannevoli sull’effettiva disponibilità dei prodotti venduti online e sui relativi prezzi, riguardo ai tempi di consegna, e l’annullamento unilaterale degli ordini di numerosi consumatori. Inoltre, con riferimento al processo di acquisto, l’Antitrust ha segnalato l’addebito del pagamento o il blocco del plafond prima della conclusione del contratto.

Per quanto riguarda invece le disfunzioni dopo l’acquisto online, nel mirino vi sono i ritardi o le mancate consegne dei prodotti acquistati, le informazioni ingannevoli sullo stato delle spedizioni e gli ostacoli in relazione all’esercizio dei diritti di rimborso dei consumatori, oltre all’omessa o l’inadeguata assistenza post-vendita.

Secondo l’Autorità, si tratta di condotte qualificabili come ingannevoli e aggressive perché suscettibili di ingannare i consumatori e di condizionarli indebitamente nell’acquisto o nell’esercizio dei loro diritti contrattuali.

Le quattro società, entro 60 giorni, dovranno informare l’Autorità sulle iniziative assunte per superare gli elementi di criticità evidenziati nei provvedimenti sanzionatori adottati.

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