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sabato 28 Maggio 2022

Algeria, il gas come “arma” di scambio e la rinnovata alleanza con l’Italia

Milano – L’Algeria potrebbe aumentare i prezzi del gas alla Spagna fino al 2024, in risposta al repentino cambio di posizione di Madrid sulla questione del Sahara occidentale. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “El Mundo”, dopo il richiamo per consultazioni dell’ambasciatore algerino a Madrid, Said Moussi. La misura ritorsiva seguirebbe la decisione del governo spagnolo di considerare l’iniziativa di autonomia marocchina nel Sahara occidentale come “la base più seria, realistica e credibile per la risoluzione della controversia”. L’ex ministro dell’Energia algerino, Abdelmajid Attar, è dell’avviso che il Paese nordafricano difficilmente cambierà i contratti in essere con la Spagna. Parlando ad “Agenzia Nova”, l’ex ministro ha detto che l’Algeria adotta una politica energetica basata “sul principio del rispetto dei suoi impegni e dei suoi contratti con i suoi partner”.

L’Algeria è una delle principali fonti di gas da cui dipende la Spagna e i suoi obblighi contrattuali con la parte spagnola sono stimati in 10,5 miliardi di metri cubi, forniti attraverso il gasdotto Medgaz, che collega direttamente i due Paesi. L’Algeria copre circa il 43 per cento delle importazioni di gas della Spagna nel 2021, mentre gli Stati Uniti e la Nigeria hanno una quota rispettivamente del 14 e dell’11 per cento. Il professore di relazioni internazionali all’Università Tizi Ouzou, Mohamed Amroun, ha escluso l’uso del gas da parte dell’Algeria come “carta di pressione” contro Madrid: “La diplomazia algerina non adotta comportamenti ritorsivi. Inoltre, c’è un obbligo commerciale legale con il partner spagnolo”. Tuttavia, Amroun ha sottolineato che la decisione spagnola potrebbe rendere “ostili” i rapporti tra Madrid e Algeri: “Ma ora la Spagna non troverà più facilitazioni da Algeri nella revisione delle quote gas come avveniva prima”.

Di tutt’altro tenore, invece, i rapporti con l’Italia. Eni ripone “grande fiducia nelle capacità dell’Algeria”, un “Paese alleato” dell’Italia che garantisce la diversificazione delle rotte dell’energia e porta “benefici all’Europa intera, non solo per quella meridionale”. Lo ha scritto l’amministratore dell’Eni, Claudio Descalzi, nel suo intervento sul libro “Enrico Mattei e l’Algeria. Un amico indimenticabile (1962-2022)” presentato dall’ambasciata d’Italia ad Algeri a pochi giorni dall’inizio della 25ma edizione del Salone internazionale del libro di Algeri (Sila), al quale l’Italia sarà ospite d’onore.

“È ancora una necessità dell’Italia avere un Paese alleato a sud per diversificare le rotte dell’energia ed è ancora interesse algerino sviluppare le proprie potenzialità beneficiando del necessario know-how esterno. Non ci si muove solo alla ricerca di guadagno, ma per costruire un rapporto di partnership solida. Questa alleanza da miliardi di metri cubi di gas comporta benefici per entrambi e per l’Europa intera, non solo per quella meridionale”, ha scritto Descalzi. “Non c’è un buco in questa presenza, non c’è interruzione anche negli anni più difficili della storia algerina, come quelli del terrorismo, che hanno portato dolore e lutti in tante famiglie. Sono situazioni in cui tanti avrebbero voltato le spalle, timorosi di perdere i propri investimenti avrebbero preferito non rischiare, non guardare, o parlare sottovoce. Eni invece ha continuato, non perché insensibile ai pericoli, ma perché pur essendone consapevole ha preferito potesse rimanere al popolo algerino una base comune da cui ripartire. È la posizione di chi nutre una grande fiducia nelle capacità dell’Algeria”, ha aggiunto Descalzi.

Il 20 marzo Eni e Sonatrach hanno annunciato una importante scoperta di petrolio e gas associato nella concessione Zemlet el Arbi, nel bacino del Berkine Nord nel deserto algerino. La concessione è operata dalla joint venture tra Eni (49 per cento) e Sonatrach (51 per cento). Le stime preliminari per le risorse di questa nuova scoperta ammontano a circa 140 milioni di barili di olio in posto. Il pozzo esplorativo che ha portato alla scoperta è stato perforato sul prospetto esplorativo Hdle, localizzato a 15 chilometri dal centro di trattamento di Bir Rebaa Nord (Brn). Hdle-1 ha scoperto olio leggero nei livelli arenacei Triassici della formazione Tagi incontrando 26 metri di spessore netto mineralizzato con eccellenti proprietà petrofisiche. Durante il test di produzione il pozzo ha erogato 7 mila barili al giorno di olio e 140 mila metri cubi al giorno di gas associato. Il pozzo Hdle-1 è il primo della nuova campagna esplorativa che prevede la perforazione di cinque pozzi nelle concessioni del Berkine Nord.

Eni è presente in Algeria dal 1981 dove è operatore di diversi permessi minerari. Con una produzione equity di 95 mila barili di olio equivalente al giorno, Eni si attesta come la più importante compagnia internazionale che opera nel Paese. Lo scorso 25 febbraio, il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, aveva detto nel corso dell’informativa urgente sul conflitto tra Russia e Ucraina a Montecitorio che il governo intende lavorare “per incrementare i flussi da gasdotti non a pieno carico, come il Tap dall’Azerbaijan, il TransMed dall’Algeria e dalla Tunisia, il GreenStream dalla Libia”. Il TransMed, conosciuto anche come gasdotto Enrico Mattei, collega Algeria e Italia passando per la Tunisia. La capacità totale del gasdotto è di 30,2 miliardi di metri cubi l’anno, ma non è sfruttata al 100 per cento, anche perché gli algerini hanno un crescente bisogno di idrocarburi per il fabbisogno interno. Nel 2021, in base ai dati Snam, l’Algeria ha esportato in Italia 21,2 miliardi di metri cubi.

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