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lunedì 8 Agosto 2022

Agenzia Entrate, solo 20 miliardi incassati dalla rottamazione

Roma – Nonostante le diverse “rottamazioni” varate negli anni “soltanto 3 milioni dei 19 milioni di soggetti con debiti iscritti a ruolo hanno usufruito di questa possibilità”. Sono queste le cifre che ha ricordato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in un’intervista a SkyTG 24 Economia. “Ci sono 16 milioni di soggetti che nonostante gli strumenti offerti hanno preferito non avvalersene. E lo Stato ha incassato finora solo circa 20 miliardi”, ha aggiunto. Ruffini ha spiegato che la rottamazione è “uno strumento per dare respiro ed andare incontro a chi non ce la fa ad onorare i debiti che ha contratto con la collettività, perché di questo si tratta, ma non è uno strumento per smaltire il magazzino del non riscosso”.

Non riscosso che è ormai arrivato a superare i 1.000 miliardi di cui recuperabile è solo una minima parte secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate: “qualche decina di miliardi, sotto i 100 miliardi sicuramente”. “La stragrande maggioranza di queste somme sono sostanzialmente irriscuotibili o di difficilissima riscossione”, ha sottolineato Ruffini, ricordando che “nessun Paese estende per 20 anni la riscossione”. Semmai, ha proseguito il Direttore delle Entrate “servirebbero maggiori poteri in periodi di tempo limitati” oltre i quali “bisognerebbe accettare il fatto che non si è riusciti a riscuotere”. “Bisognerebbe concentrarsi sui debiti più recenti” ma “non è disciplinata la cancellazione dei vecchi debiti, quindi restano lì”, ha affermato.

Quanto alla possibilità che il governo vari una nuova rottamazione fiscale, Ruffini ha dichiarato: “non mi devo sorprendere, devo solo prendere atto delle scelte del legislatore”. “La fotografia delle scelte del passato è quella ho detto – ha ribadito –, hanno usufruito di queste scelte solo 3 milioni di contribuenti su 19 milioni e sono stati incassati solo 20 miliardi. Quindi è uno strumento per dare respiro non è uno strumento per smaltire il magazzino”. “La stragrande maggioranza di queste somme sono sostanzialmente irriscuotibili o di difficilissima riscossione” ha aggiunto Ruffini ricordando che “nessun Paese estende per 20 anni la riscossione”. Semmai, ha proseguito il Direttore delle Entrate “servirebbero maggiori poteri in periodi di tempo limitati” oltre i quali “bisognerebbe accettare il fatto che non si e’ riusciti a riscuotere”. Secondo Ruffini quindi “bisognerebbe concentrarsi sui debiti piu’ recenti” ma “non e’ disciplinata la cancellazione dei vecchi debiti, quindi restano li’”.

Per quanto riguarda invece la stagione 2022 della precompilata, è entrata nel vivo come da programma. La messa a disposizione del pulsante “MODIFICA IL 730 E INVIA” è avvenuta come di consueto in seguito ai test tecnici di routine svolti nel corso della mattinata dal partner tecnologico Sogei. “Non ci sarà, dunque, alcun ritardo nell’erogazione dei rimborsi derivanti dalla liquidazione del 730, che verranno riconosciuti ai cittadini nei prossimi mesi dai sostituti di imposta (datori di lavoro ed enti previdenziali) secondo i tempi e le modalità ordinari. I rimborsi saranno quindi erogati, come ogni anno, a partire dal mese di luglio per i lavoratori e dal mese di agosto o settembre per i pensionati, in base alla data di invio della dichiarazione precompilata da parte dei contribuenti. Le medesime tempistiche per l’erogazione dei rimborsi da parte dei sostituti d’imposta valgono anche nel caso dei 730 presentati tramite un Caf, un professionista o il medesimo sostituto d’imposta”.

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