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martedì, Settembre 21, 2021

Afghanistan, l’interesse della Cina per $1 trilione di giacimenti minerari

Qualche giorno fa il governo cinese ha dichiarato di essere disposto a sviluppare “relazioni amichevoli” con i talebani dopo la loro presa del controllo dell’Afghanistan. Una presa di posizione alquanto singolare, anche se non unica, ma che rivela una realtà di cui nessuno intende parlare.

L’Afghanistan è una delle nazioni più povere del mondo, tanto che il suo Prodotto interno lordo (Pil) non arriva nemmeno a 20 miliardi di dollari americani (l’Italia raggiunge quasi i 1.900 miliardi). Ma nel 2010, i funzionari militari e i geologi statunitensi hanno rivelato che il paese, che si trova al crocevia dell’Asia centrale e meridionale, si trovava su giacimenti minerari per un valore di quasi $ 1 trilione.

“Se l’Afghanistan avrà qualche anno di calma, consentendo lo sviluppo delle sue risorse minerarie, potrebbe diventare uno dei paesi più ricchi dell’area entro un decennio”, ha detto Mirzad della US Geological Survey alla rivista Science nel 2010.

Le forniture di minerali come ferro, rame e oro sono sparse nelle province. Ci sono anche minerali di terre rare ma soprattutto quello che potrebbe essere uno dei più grandi giacimenti di litio al mondo, come sottolinea la Cnn. Stiamo parlando di metalli, la cui domanda è in aumento mentre i paesi cercano di passare alle auto elettriche e ad altre tecnologie pulite per ridurre le emissioni di carbonio. “L’Afghanistan è certamente una delle regioni più ricche di metalli preziosi tradizionali, ma anche di metalli [necessari] per l’economia emergente del 21° secolo”, ha affermato Rod Schoonover, scienziato ed esperto di sicurezza che ha fondato l’Ecological Futures Group.

Le sfide alla sicurezza, la mancanza di infrastrutture e gravi siccità hanno impedito in passato l’estrazione dei minerali più preziosi. È improbabile che questo cambi presto sotto il controllo dei talebani. Tuttavia, c’è interesse da parte di paesi tra cui Cina, Pakistan e India, che potrebbero provare a impegnarsi nonostante le tensioni geopolitiche.

E la Cina sembra aver già enunciato il proprio interesse, soprattutto con il definire i talebani come “più sobri e razionali” rispetto all’ultima volta in cui sono saliti al potere in Afghanistan. Dichiarazioni che mal si sposano con le testimonianze degli autoctoni.

Ricordiamo che il Paese del Sol Levante si sta imbarcando in un programma di sviluppo dell’energia verde molto significativo. Il litio e le terre rare sono finora insostituibili a causa della loro densità e proprietà fisiche. “Questi minerali sono un fattore nei loro piani a lungo termine”, ha confermato Schoonver. L’auto elettrica media richiede sei volte più minerali di un’auto convenzionale, secondo l’IEA. Litio, nichel e cobalto sono fondamentali per le batterie. Le reti elettriche richiedono anche enormi quantità di rame e alluminio, mentre gli elementi delle terre rare vengono utilizzati nei magneti necessari per far funzionare le turbine eoliche.

Il nuovo governo talebano vuole che l’Afghanistan, primo produttore mondiale di oppio e secondo di cannabis, non sia più «un centro per il business della droga». Ma l’economia afghana si basa in larga parte sul mercato illegale dei papaveri e gli stessi talebani hanno finanziato la loro ascesa mediante il narcotraffico. Ora non si sa se questa affermazione rimarrà tale o sarà seguita da azioni concrete. Interessante notare che l’acerrimo nemico dell’oppio a partire dal 1800 è proprio la Cina.

Qualche giorno fa il governo cinese ha dichiarato di essere disposto a sviluppare “relazioni amichevoli” con i talebani dopo la loro presa del controllo dell’Afghanistan. Una presa di posizione alquanto singolare, anche se non unica, ma che rivela una realtà di cui nessuno intende parlare.

L’Afghanistan è una delle nazioni più povere del mondo, tanto che il suo Prodotto interno lordo (Pil) non arriva nemmeno a 20 miliardi di dollari americani (l’Italia raggiunge quasi i 1.900 miliardi). Ma nel 2010, i funzionari militari e i geologi statunitensi hanno rivelato che il paese, che si trova al crocevia dell’Asia centrale e meridionale, si trovava su giacimenti minerari per un valore di quasi $ 1 trilione.

“Se l’Afghanistan avrà qualche anno di calma, consentendo lo sviluppo delle sue risorse minerarie, potrebbe diventare uno dei paesi più ricchi dell’area entro un decennio”, ha detto Mirzad della US Geological Survey alla rivista Science nel 2010.

Le forniture di minerali come ferro, rame e oro sono sparse nelle province. Ci sono anche minerali di terre rare ma soprattutto quello che potrebbe essere uno dei più grandi giacimenti di litio al mondo, come sottolinea la Cnn. Stiamo parlando di metalli, la cui domanda è in aumento mentre i paesi cercano di passare alle auto elettriche e ad altre tecnologie pulite per ridurre le emissioni di carbonio. “L’Afghanistan è certamente una delle regioni più ricche di metalli preziosi tradizionali, ma anche di metalli [necessari] per l’economia emergente del 21° secolo”, ha affermato Rod Schoonover, scienziato ed esperto di sicurezza che ha fondato l’Ecological Futures Group.

Le sfide alla sicurezza, la mancanza di infrastrutture e gravi siccità hanno impedito in passato l’estrazione dei minerali più preziosi. È improbabile che questo cambi presto sotto il controllo dei talebani. Tuttavia, c’è interesse da parte di paesi tra cui Cina, Pakistan e India, che potrebbero provare a impegnarsi nonostante le tensioni geopolitiche.

E la Cina sembra aver già enunciato il proprio interesse, soprattutto con il definire i talebani come “più sobri e razionali” rispetto all’ultima volta in cui sono saliti al potere in Afghanistan. Dichiarazioni che mal si sposano con le testimonianze degli autoctoni.

Ricordiamo che il Paese del Sol Levante si sta imbarcando in un programma di sviluppo dell’energia verde molto significativo. Il litio e le terre rare sono finora insostituibili a causa della loro densità e proprietà fisiche. “Questi minerali sono un fattore nei loro piani a lungo termine”, ha confermato Schoonver. L’auto elettrica media richiede sei volte più minerali di un’auto convenzionale, secondo l’IEA. Litio, nichel e cobalto sono fondamentali per le batterie. Le reti elettriche richiedono anche enormi quantità di rame e alluminio, mentre gli elementi delle terre rare vengono utilizzati nei magneti necessari per far funzionare le turbine eoliche.

Il nuovo governo talebano vuole che l’Afghanistan, primo produttore mondiale di oppio e secondo di cannabis, non sia più «un centro per il business della droga». Ma l’economia afghana si basa in larga parte sul mercato illegale dei papaveri e gli stessi talebani hanno finanziato la loro ascesa mediante il narcotraffico. Ora non si sa se questa affermazione rimarrà tale o sarà seguita da azioni concrete. Interessante notare che l’acerrimo nemico dell’oppio a partire dal 1800 è proprio la Cina.

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