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domenica 3 Luglio 2022

Acs, il “matrimonio” con Benetton l’opzione più redditizia

Madrid – Per l’azienda spagnola Acs mantenere in piedi il “matrimonio” con i Benetton sembra essere la soluzione più redditizia di fronte a “opzioni suicide” come una contro-acquisizione, o inutili, come l’uscita da Abertis. Lo scrive il quotidiano “Expansion” in vista del consiglio di amministrazione di Acs previsto nei prossimi giorni dopo che il 6 aprile la società di Florentino Perez aveva espresso il suo interesse a rilevare Atlantia, in alleanza con i fondi di investimento Gip e Brookfield. Per il quotidiano spagnolo è molto probabile che Edizione, holding controllata dalla famiglia Benetton, avesse già pianificato da tempo la sua contro-proposta ma l’offerta di Acs ha dato ai partner italiani “più munizioni” per giustificare un investimento multimilionario che valorizza Atlantia nel suo insieme a più di 46 miliardi di euro, debito compreso.

“Salvo sorprese, i Benetton, attraverso Edizione e con il sostegno del fondo Blackstone, porteranno a termine con successo l’Opa a un costo di 23 euro per azione”, evidenzia “Expansion”. Vista l’evoluzione degli eventi, le opzioni di Acs in Italia sono molto ridotte. La possibilità di una controfferta sembra remota considerando che il gruppo spagnolo e i fondi intendevano che la loro offerta avesse l’appoggio dei Benetton. Senza l’appoggio dell’azionista italiano, Gip e Brookfield hanno già dichiarato privatamente che non stanno considerando un’offerta ostile, soprattutto quando c’è una minoranza di blocco così chiara, equivalente a quasi il 38 per cento del capitale.

Inoltre Acs non sembra disposta a terminare la sua avventura in Abertis e a vendere la sua quota dopo le cessioni effettuate negli ultimi due anni, soprattutto nei servizi industriali (in particolare la filiale Cobra alla francese Vinci per circa 4,9 miliardi di euro). “Senza un’alternativa nel mondo delle concessioni, Acs può giocare la carta di mantenere il rapporto con Atlantia”, che è teoricamente valido fino al 2028″, sottolinea Expansion. Le autostrade, infatti, hanno dimostrato di essere l’infrastruttura più resistente ai cambiamenti di mobilità portati da Covid. Il concessionario spagnolo continua ad esplorare il Nord America e l’America Latina dove ci sono opportunità sia nel mercato secondario che nelle privatizzazioni ed una “guerra per il potere sarebbe dannosa per Abertis e i suoi due azionisti”, conclude “Expansion”.

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