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sabato 26 Novembre 2022

Acciao in crisi nera, ArcelorMittal chiude 3 impianti in Europa

Milano – La guerra continua ad affondare i suoi artigli nell’industria globale: l’aumento del costo del gas, la debolezza della domanda e le scorte elevate stanno mettendo in ginocchio anche il settore siderurgico e per questo ArcelorMittal ha annunciato il taglio di tre impianti di produzione in Europa. È l’analisi contenuta in T-Commodity, a cura del fondatore Gianclaudio Torlizzi. Una panoramica globale sull’acciaio mostra che a fine settembre il colosso europeo ArcelorMittal taglierà tre siti, due in Germania – Amburgo e Brema – e uno in Spagna nelle Asturie. “I tagli – si legge – rappresentano circa l’8-9% della produzione europea di Arcelor. A livello industriale, le attuali riduzioni rappresentano il 2-3% della produzione di acciaio piatto dell’Ue e l’1% della produzione di acciaio lungo, ma si ipotizza che la domanda scenda del 5% nel 2023 rispetto al 2022; quindi i tagli sono consistenti, ma non cambiano le carte in tavola e ne abbiamo davvero bisogno per raggiungere un equilibrio. La debolezza della domanda, le scorte elevate e le importazioni competitive sono venti contrari per l’industria nazionale dell’acciaio. Comunque, la scorsa settimana i prezzi del laminato a caldo (Hrc) sono rimbalzati di circa 50 euro/t dopo l’aumento generalizzato dei prezzi di ArcelorMittal”.

Resta da vedere, prosegue l’articolo, “se l’aumento dei prezzi reggerò, ma è chiaro che Arcelor sta cercando di parlare il che dovrebbe contribuire a stabilizzare i prezzi a breve termine e, a livello strategico, tracciare le linee di battaglia in vista delle trattative annuali per i contratti con i produttori di auto che iniziano ufficialmente a Euroblech alla fine di quest’anno”. Il ceo di ArcelorMittal ha spiegato che “gli alti costi del gas e dell’elettricità stanno mettendo a dura prova la nostra competitività” ma non si tratta solo di questo. “La debolezza della domanda, l’elevato livello delle scorte e le importazioni sono i principali fattori che ostacolano l’industria nazionale dell’acciaio al carbonio – conclude l’articolo – Per questo motivo, dato che è improbabile che la domanda si riprenda in modo significativo nel breve termine, a nostro avviso è indispensabile che gli operatori del settore siderurgico controllino ‘i fattori controllabili’ e riducano l’offerta. Arcelor, in quanto maggiore operatore nazionale, ha un ruolo importante da svolgere, ma sarà fondamentale vedere se gli operatori più piccoli si allineeranno o cercheranno di conquistare quote di mercato”.

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