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giovedì 30 Giugno 2022

Abi, i tassi in salita non impattano sulla domanda di mutui

Roma – I tassi di interesse sui nuovi mutui bancari salgono ad aprile a quota 1,82% (escluse oneri e spese) ma restano “su livelli molto bassi” e la domanda per l’acquisto di abitazioni prosegue. E’ quanto afferma l’Abi nel suo rapporto mensile sottolineando come a marzo i prestiti alle famiglie per i mutui casa sono cresciuti del 5,2%. Come ha spiegato il vice dg Gianfranco Torriero nella presentazione dei dati, “l’aumento è di pochi decimi di punto e impatta sulla rata” in maniera illimitata ma non frena “la volontà di richieste dei mutui che invece beneficiano di un mercato immobiliare in ripresa” anche “sotto forma di investimento”.

Dunque, prosegue e si rafforza leggermente la crescita dell’erogazione di prestiti bancari a imprese e famiglie in Italia che nel mese di aprile sono aumentati del 2,6% rispetto a un anno fa, secondo il rapporto mensile dell’ABI, che si basa sui dati della Banca d’Italia. Il disaggregato sui prestiti alle imprese più recente riguarda marzo, in cui l’aumento è stato dell’1,3% su base annua, mentre sui prestiti alle famiglie la crescita è più sostenuta, pari al 4%. Resta positiva e si rafforza, in Italia, anche la dinamica della raccolta diretta complessiva della banche su depositi da clientela residente e obbligazioni. Ad aprile ha registrato un aumento del 4% su base annua, secondo il rapporto, dal più 3,5% di marzo.

Persiste la dinamica divergente tra i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) aumentati ad aprile di 92 miliardi di euro rispetto a un anno prima, pari al più 5,2%, e invece quella sulle obbligazioni (a medio e lungo termine), scesa di circa 13,8 miliardi in valore assoluto, pari al meno 6,5% annuo. Sempre ad aprile il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è rimasto invariato allo 0,45%. Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) è risultato a sua volta stabile allo 0,32%. Il tasso sui Pct si è limato all’1,54% (1,59% il mese precedente), mentre il rendimento delle obbligazioni in essere è rimasto quasi invariato all’1,71% (1,72% nel mese precedente).

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a marzo 2022 sono 16,9 miliardi di euro, in calo di circa 1 miliardo di euro rispetto al mese precedente e inferiori di circa 3 miliardi rispetto a marzo 2021 e di 71,9 rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi). Infine, l’Abi sottolinea che il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie rimane su livelli particolarmente infimi, ad aprile 2022 risulta di 171 punti base (169 nel mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (e 335 punti base a fine 2007).

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