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FMI: CRISI SENZA PRECEDENTI. PIL GLOBALE GIÙ DEL 4,9%

FMI: CRISI SENZA PRECEDENTI. PIL GLOBALE GIÙ DEL 4,9%

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Una crisi senza precedenti con un recupero incerto. Il quadro disegnato dal Fondo Monetario Internazionale nell’Economic Outlook di giugno è in forte peggioramento rispetto alle stime pre-Covid. Le cicatrici sulla crescita globale saranno molte profonde, con un effetto catastrofico sui conti pubblici e sull’occupazione. Tante ancora le incognite che rendono anche impossibile effettuare delle previsioni precise.

Nell’aggiornamento di giugno, il Fondo Monetario Internazionale prevede una contrazione del Pil mondiale del 4,9 per cento (contro il -3 per cento stimato ad aprile). Le conseguenze maggiori si vedranno, dice l’Istituto di Washington, soprattutto sui ceti più deboli, minacciando i progressi fatti nella lotta alla povertà.

Il Great Lockdown, come il Fmi ha definito la crisi del coronavirus, costerà all’economia globale una perdita di 12.500 miliardi di dollari nei prossimi due anni, rispetto alle proiezioni fatte a gennaio, quando per quest’anno si stimava una crescita del 3,3 per cento. Se la crisi non ha eguali nella storia, anche le stime sono “circondate da un grado di incertezza superiore al solito”, sottolinea l’International Monetary Fund, e la ripresa rimane “incerta”. Tutto dipenderà da quanto tempo ancora durerà la pandemia e se saranno nuovamente necessarie misure di distanziamento sociale e di blocco delle attività per arginarla.

Crescono anche i rischi di una bolla finanziaria, dati i recenti movimenti di mercato del tutto disconnessi dall’andamento dell’economia reale.

Nei Paesi avanzati si prevede una contrazione del Pil dell’8 per cento quest’anno, con un taglio dell’1,9 per cento rispetto al dato pubblicato nel Weo di aprile, a causa di misure ancora più stringenti adottate tra aprile e maggio in molti Stati. Per il prossimo anno si intravede una ripresa pari al 4,8 per cento. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, si passa dal 2,3 per cento del 2019 al -8 per cento del 2020, per poi ritornare a una crescita del 4,5 per cento il prossimo anno. Flessione del 10,2 per cento per l’Eurozona e una prevista ripresa a +6 per cento nel 2021. L’Italia, insieme con la Spagna, è il Paese europeo che sarà più penalizzato da questa crisi, con -12,8 per cento di Pil quest’anno. Il prossimo anno, invece, entrambi cresceranno del 6,3 per cento, secondo il Fmi. Più contenute le contrazioni degli altri Paesi, della Gran Bretagna (-3,7 per cento) e della Germania (-7,8 per cento), mentre anche la Francia subirà un calo del 12,5 per cento.

Per i mercati emergenti si stima un calo dell Pil del 3 per cento. L’unica a conservare il segno positivo è la Cina, dove il lockdown è terminato prima e che, grazie a questo, dovrebbe vedere il suo prodotto salire quest’anno dell’1 per cento, con una ripresa dell’8,2 per cento nel 2021. Brusca contrazione in India (-4,5 per cento) e Brasile (-9,1 per cento), dove il coronavirus continua a mietere ancora oggi tante vittime.

Per quanto riguarda l’Italia, l’International Monetary Fund evidenzia anche il rischio di un peggioramento dei conti pubblici. Il rapporto deficit-Pil, secondo il nuovo Outlook, risulterà pari al 12,7 per cento nel 2020 e al 7 per cento nel 2021. Il rapporto debito-Pil, invece, salirà a quota 166,1 per cento nel 2020, per poi calare al 161,9 per cento nel 2021. Gli effetti più preoccupanti sono quelli sul mercato del lavoro, in quanto la perdita di ore di lavoro durante la quarantena nel secondo trimestre equivalgono alla cancellazione di 300 milioni di posti di lavoro a tempo pieno nel Mondo rispetto all’ultimo trimestre del 2019.

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